la storia dell'Hotel Lucrezia

Storia .:. immersi nelle tradizioni dell'antica vita rurale

Lucrezia fu la padrona di casa dal 1895 al 1934 e ancora oggi è ricordata dalle vecchie signore del paese come una donna molto bella e generosa. Si dice che Lucrezia non facesse mai andare via a mani vuote chi bussava alla sua porta e accogliesse allo stesso modo poveri e ricchi, nobili e meno nobili. In suo ricordo abbiamo voluto chiamare l’hotel con questo nome e sempre in suo ricordo ci piace continuare a offrire il nostro benvenuto cordiale a chiunque bussi alla nostra porta, anche solo per una breve visita.

Ai tempi di Lucrezia la casa era diversa. La struttura era la stessa che si può ammirare oggi, ma le stanze avevano altre destinazioni.
Le camere comunicanti, che oggi sono camera e bagno, erano in origine la camera dei genitori e quella delle figlie femmine, che dovevano essere sempre controllate fino al matrimonio. I figli maschi godevano di maggiore libertà e venivano quindi alloggiati al piano superiore, senza un controllo diretto.

Il giardino, ora diventato una piccola oasi verde, in passato aveva ogni suo spazio destinato a produrre. Accanto all’immancabile pianta di agrumi, in generale un limone, perché aranci e mandarini erano coltivati nelle terre fuori dal paese, il cortile ospitava un piccolo orto per le esigenze domestiche e un pollaio.

Piu’ avanti, nella depandance, oggi suite, si trovavano la mola e il frantoio, e le stalle per alloggiare l’asino e il cavallo.
La vita era regolata dai ritmi della natura, le attività e le feste erano legate ai cicli delle colture nei campi intorno al paese. Così le feste coincidevano con i momenti più importanti: la mietitura del grano, l’abbacchio delle olive e la produzione dell’olio, la vendemmia e infine l’assaggio del vino novello, per San Martino, quando “ogni mosto e’ vino”.